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LA PRODUZIONE
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![]() Elemento fondamentale per la
produzione è il latte che proviene da allevamenti che
rispettano severe norme igieniche e di selezione dei capi
di bestiame; particolare cura è riservata alla loro
alimentazione, che deve avvenire con foraggi locali
rigorosamente freschi e di qualità, tali da permettere
la produzione di un latte eccellente che può essere
utilizzato crudo, senza alcun trattamento termico e senza
aggiunta di conservanti o altri additivi. Per produrre il Parmigiano-Reggiano
si impiega il latte di due mungiture: quella serale e
quella della mattina. Il latte della sera viene messo a
riposare in grandi vasche basse e larghe dove rimane per
tutta la notte; alla mattina il casaro provvede a
togliere la panna che è affiorata in superficie ed
aggiunge altrettanto latte della mungitura della mattina.
Le esatte proporzioni di latte della prima e della
seconda mungitura dipendono da una scelta del casaro che
tiene conto delle condizioni climatiche, del tipo di
latte e di altri elementi.Già da questa fase dipenderà
il risultato finale. Il latte è pronto per essere messo
in grosse caldaie di rame della capacità di 12 quintali
di latte necessari per fare appena due forme. Si aggiunge
al latte il siero innesto o siero
fermentato : si tratta di una coltura naturale di
flora batterica sviluppata sul siero della precedente
lavorazione. Questa pratica antichissima innalza il
grado acidimetrico del latte e, per così dire, guida il
formaggio verso una fermentazione adeguata. Segue poi una
fase di riscaldamento fino a 30 35 °C durante la
quale il casaro mescola incessantemente il latte nella
caldaia per distribuire uniformemente il calore. Sospeso
il riscaldamento si aggiunge il caglio (coagulante
naturale ottenuto dallo stomaco dei vitelli) e si attende
la coagulazione della caseina che avviene in 12-15
minuti. In poco meno di mezz'ora come magicamente avviene
la coagulazione del latte. Il prodotto della coagulazione
si chiama cagliata e costituisce la parte
più nutritiva del latte addensatasi per effetto del
caglio. Il casaro inizia a rompere il coagulo (la
cagliata) con un apposito strumento fino a farla divenire
una sostanziosa grana; questa operazione viene compiuta a
fuoco lento fino alla temperatura massima di 56 °C e la
grana assume un colore paglierino e la giusta
consistenza. Il casaro spento il fuoco, con abili
movimenti, provvede a raccogliere la cagliata dal fondo
della caldaia con una pala di legno mettendola in una
tela di canapa. Affiora così una grande palla, che
divisa a metà e messa in appositi stampi avvolta nella
tela, darà vita a due forme di Parmigiano-Reggiano. La
forma rimarrà a riposare tre giorni prima di essere
salata, in questo periodo verrà continuamente rigirata. Dopo la salatura che
avviene per immersione in una soluzione di sale da cucina
e acqua, la forma viene messa nel deposito del caseificio
su apposite assi di legno pronta per il lungo sonno che
durerà almeno due anni, durante i quali verrà
controllata, rigirata e spazzolata almeno ogni due
settimane. La fase della stagionatura è un passaggio
importantissimo per ottenere un buon Parmigiano-Reggiano:
una stagionatura così lunga, che non si riscontra in
nessun altro formaggio, permette quei particolari
processi di trasformazione del prodotto e scomposizione
delle proteine che conferiscono al Parmigiano-Reggiano le
sue inimitabili caratteristiche nutrizionali e di aroma. |
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E-mail: info@parmigiano.it |